mercoledì 16 ottobre 2013

Ricorda.

Quando sprofondi così in basso per certe parole.
Non rimproverare mai te stesso per averle ascoltate.
Fai scudo a chi le pronuncia e fai valere la tua presenza sulla sua.
Non pensare troppo, a dov'eri prima, e perchè ci sei stato.
Pensa a dove sei ora e come ci sei arrivato.
E se stai bene. E ci tieni.
Mantieni la tua posizione, e ricorda.
Se la perdi.
Non sarà mai per colpa tua.

(Parole di una ragazza dalla testarda serietà)

venerdì 4 ottobre 2013

Empatia.

Chi non capisce la realtà dei tuoi fatti e la pensa diversamente da come la pensi tu la maggior parte delle volte non ha torto.

E non lo fa nemmeno per fare male,
semplicemente lo fa perché assorbe una realtà diversa dalla tua o perché non è così estremamente empatico.

ecco empatico.

Io sono empatica.
Lo sono anche troppo.
e certo fa bene essere empatici, perché si impara tanto dall'essere così estremamente vicini a una persona mentre essa parla da sfiorargli l'anima. perché non è solo sentire, ma è ascoltare anche solo il modo in cui vengono pronunciate le parole, il modo in cui ti giungono all'orecchio o ancora più semplicemente, il modo di farle venire fuori per riuscire a capirle.
Quanto c'è di raro ed elegante in questa dote che non possa non gratificare la propria persona.

Forse

L'unico impiccio vero è il modo in cui si viene condizionati, anche solo con una frase da una realtà così diversa da quella che ti aspetti da farti male l'orecchio quando giunge e fare un percorso così memorabile da risvegliare, stomaco, cuore e occhi alla luce di una nuova rivelazione e cambiare nel profondo la propria sensibilità.

A volte fa male. Ascoltare.

Argomenti.

Se la mia vita è una tavola periodica, allora potrei dire che i miei pensieri fanno parte di un saggio breve mal strutturato, spesso.

Premessa: è l'inizio delle seghe mentali che faranno di te stesso una macchinetta di pensieri sia negativi che positivi.

Tesi: è ciò che vorresti fosse realmente una certa situazione quello per cui speri, per cui smentisci a te stesso tutto ciò che si era premesso in negativo, si possono avere più argomentazioni, semplici o complicate e sia astratte che concrete. (anche se prevalgono quelle astratte).

Antitesi: è il momento in cui si pensa al peggio in cui si ambisce a lasciare andare tutto quanto quello che si è proposto nella tesi dei fatti. Può dare: dolore, tristezza, dubbi, voglia di scappare.

Confutazione dell'antitesi: spiega le ragioni che una persona ha avuto per formulare ciò che si è pensato nell'antitesi e mandare tutto ciò che si è pensato a fanculo e mettersi l'anima in pace per una buona volta. Nella sicurezza di ciò che si prova.

Conclusione: io, non l'ho mai trovata.